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Appello  Il 25 aprile, per la
Costituzione

Il 25 aprile una grande manifestazione nazionale in difesa della Costituzione del '48 nata dalla resistenza antifascista


La memoria delle cose passate dovrebbe, da tutti, essere gelosamente custodita  in nome di quell'antico principio che recita "historia magistra vitae", poichè certi terribili eventi  che si sono realizzati possono, purtroppo,  ripetersi. Viviamo tempi frenetici in cui si tende a dimenticare, a rimuovere o  a manipolare, persino accadimenti incontrovertibili. Il Governo ha fatto della mistificazione una prassi costante arrivando a stravolgere o a tentare riscrivere intere pagine di storia. Il grave ed inaudito attacco alla costituzione repubblicana e antifascista è ben descritto nell'appello. Tanti sono gli esempi che si potrebbero fare circa il revisionismo del Governo Berlusconi, citiamo solo l'uso della televisione di Stato per propinarci orrendi sceneggiati che hanno la pretesa di insegnarci le cose che "non" sono state. L'ultimo esempio, in ordine temporale, è un recente film sui fatti di Cefalonia. Guardo molto poco la tv, soprattutto negli ultimi anni, ma mi pare sfacciatamente strumentale utilizzare un pur nobile episodio come se questo potesse cancellare le immani colpe del fascismo e della monarchia. Ci sono, quindi, infiniti motivi per aderire all'appello e celebrare il 25 aprile e quella resistenza antifascista da cui è nata la nostra Repubblica. Un paese che non ha memoria rischia di non avere futuro. Non stanchiamoci di indignarci.
 
Salvatore Livorno
 

 aderiamo tutti a questo importante appello inviando una e-mail all’indirizzo
perlacostituzione@virgilio.it

LO CHIEDONO ALCUNE PRESTIGIOSE FIGURE DELLA CULTURA E DELLA POLITICA ITALIANA – TRA CUI ROSSANA ROSSANDA, GIORGIO BOCCA E GIOVANNI PESCE, MEDAGLIA D’ORO ALLA RESISTENZA -  CON UN APPELLO CHE CHIAMA ALLA MOBILITAZIONE "TUTTI GLI ITALIANI CHE HANNO A CUORE LE SORTI DELLA REPUBBLICA”

Coronando un’azione sistematicamente volta a cancellare le conquiste civili e sociali maturate in sessant’anni di vita democratica, una maggioranza estranea alla storia, ai valori e alla cultura della Resistenza ha sancito lo smantellamento definitivo dei beni pubblici repubblicani generati dalla lotta di liberazione.
Il governo Berlusconi ha imposto, a colpi di maggioranza, una riscrittura eversiva della Seconda parte della Carta che compromette l’equilibrio tra i poteri costituzionali posto dai Padri costituenti a salvaguardia della vita democratica della Repubblica.

Nessuno aveva mai osato tanto. Le conquiste della democrazia nel nostro Paese non sono mai state completamente attuate. Spesso sono state insidiate. Ma mai, sino ad ora, ne era stata propugnata l’abrogazione.

Questa “riforma” mette a repentaglio l’unità sociale e politica del Paese e sconvolge le basi della democrazia parlamentare, determinando le premesse per un perenne caos istituzionale, politicizzando la Corte costituzionale e conferendo al capo dell’esecutivo un cumulo di poteri tale da ridurre il Parlamento e il Presidente della Repubblica al ruolo di comparse. Ove il disegno delle destre si realizzasse, la Repubblica italiana non sarebbe più un ordinamento democratico-parlamentare, fondato sulla divisione e il bilanciamento dei poteri: diventerebbe un ordinamento fondato sul governo personale di un capo politico. Si tratterebbe di una sorta di premierato assoluto. La stessa unità nazionale verrebbe messa a rischio, sacrificata alle pulsioni dissolutrici di un nuovo fascismo padano.

Di fronte a un tornante di tale gravità, tacere o minimizzare sarebbe una imperdonabile colpa.

È indispensabile un forte sussulto di tutte le culture democratiche del nostro Paese, al di là di ogni particolare appartenenza. Occorre impedire che entri in vigore un provvedimento esiziale per la democrazia repubblicana. Perciò – in vista del referendum che dovrà cancellare questa “riforma” – esortiamo tutti gli Italiani che hanno a cuore le sorti della Repubblica, già in passato minacciate da oscure trame, a mobilitarsi in occasione del prossimo 25 aprile, e poi ogni 25 aprile, una volta sventata questa minaccia, trasformando la celebrazione dell’anniversario della Liberazione in una manifestazione nazionale in difesa dei valori e dei principi inscritti nell’unica vera Costituzione della Repubblica: quella del 1948, nata dalla Resistenza antifascista.

Giorgio Bocca, Alessandro Curzi, Raniero La Valle, Lidia Menapace, Giovanni Pesce, Massimo Rendina, Paolo Ricca, Rossana Rossanda, Paolo Sylos Labini, Carla Voltolina Pertini, Tullia Zevi 

Vi chiediamo di fare circolare l’appello in tutte le reti e mailing list.