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Elezioni, Epifani:
Il voto di ieri esprime una domanda radicale di cambiamneto
“Il risultato elettorale di ieri esprime in maniera omogenea, partecipata e
netta una indicazione di malessere e di scontento nei confronti delle scelte
politiche della maggioranza di governo – è quanto afferma in una
dichiarazione il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani -. In
questo, il voto conferma e rafforza le ragioni e le motivazioni che la Cgil
ha avanzato nei confronti di tutti gli aspetti delle politiche del governo,
da quelli economici a quelli fiscali, da quelli sociali a quelli
istituzionali.
In modo particolare – ed è forse l’aspetto per la Cgil più importante – una
maggioranza rilevante del paese si è espressa contro una politica di
divisione sociale e istituzionale, come dimostra il voto del Mezzogiorno,
delle grandi città e di una parte consistente del Nord.
Il voto esprime, insieme, una critica all’assenza di politiche per lo
sviluppo, prime fra tutte nel Mezzogiorno, e della qualità dell’occupazione.
Si legge nel voto il disagio di una parte dell’impresa e la richiesta di
cambiamento espressa da giovani, anziani e lavoratori.
Sulla base di queste considerazioni, toccherebbe al governo trarre le ovvie
conclusioni, ma questo significherebbe – né più né meno – il cambiamento
totale delle politiche fin qui seguite: arrestare la riforma istituzionale,
rilanciare una politica a sostegno degli investimenti e della ricerca,
restituire valore alle pensioni, rinnovare rapidamente i contratti pubblici,
a partire da quello della scuola e del pubblico impiego, restituire in
maniera permanente il drenaggio fiscale ai lavoratori dipendenti.
Dall’altra parte, anche i rilievi mossi da Bruxelles alla situazione della
finanza pubblica italiana confermano le valutazioni e le preoccupazioni
espresse dalla Cgil al governo.
A pochi mesi dalla preparazione del Dpef e della nuova legge Finanziaria,
tutto questo vuol dire che non si può tenere assieme quello che assieme non
sta, in materia di politiche fiscali, di priorità sociali, di qualificazione
della spesa pubblica, di rilancio degli investimenti e di una politica di
attenzione ai saldi della finanza pubblica.
Anche su queste questioni, quindi, il voto di ieri esprime una domanda di
radicale cambiamento e di rispetto per il ruolo e le proposte del sindacato
– conclude Epifani”
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