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Comunicato stampa 23 marzo 2005


“Infine, dopo il balletto di dichiarazioni e minacce di dimissioni, il Senato ha approvato la riforma costituzionale – è quanto afferma in una dichiarazione il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani -. Una tematica così delicata e importante per il paese, che richiederebbe sempre un approfondito dibattito, mirato ad ottenere un vasto consenso, è stata liquidata con una fretta inusitata perché divenuta materia di scambio all’interno della maggioranza.
Ma le riforme costituzionali devono essere sentite come proprie dall’intera comunità e non possono essere espressione di una sola parte.
Con grande leggerezza si è invece compiuta la prima lettura di un disegno di legge che minaccia l’universalità di diritti fondamentali, quali l’istruzione, la salute e la sicurezza; definisce una forma di governo senza riscontri nelle democrazie europee perché basata su un premier “assoluto” e sull’esautoramento del Parlamento; annulla qualsiasi meccanismo di garanzia esistente, privando il Presidente della Repubblica di potere effettivo ed aumentando i giudici della Corte Costituzionale di nomina politica; definisce un intervento talmente esteso che sono inevitabili le ripercussioni anche sulla prima parte della Costituzione.
Questa riforma – prosegue Epifani – segna una vera e profonda discontinuità con la Costituzione vigente e ne mette a serio rischio i principi fondanti.
La Cgil esprime viva preoccupazione per il pesante intervento operato sulla nostra Carta e si impegnerà per impedire l’opera di demolizione dei suoi valori.
Ci adopereremo da subito perché le lavoratrici ed i lavoratori, con il loro voto, cancellino questa sciagurata riforma- conclude Epifani”

 Guglielmo Epifani - Segretario Generale CGIL


La CGIL esprime la propria adesione all’appello di “Libertà & Giustizia” perché il 2 giugno 2005, “Festa nazionale della Repubblica” si celebri anche la festa della Costituzione repubblicana.
Sarà così l’occasione per ricordare la nascita della nostra Carta, i suoi valori e i suoi principi messi in seria discussione dalla riforma approvata al Senato.
Le modifiche introdotte mettono a rischio l’universalità di diritti fondamentali rompendo la coesione nazionale; propongono una forma di governo basata su un premier “assoluto”, l’assenza di contrappesi e il contemporaneo annullamento delle garanzie attuali; intervengono su un arco di materie così vasto che si può parlare di un vero e proprio mutamento radicale della nostra Carta.
Non permetteremo questa demolizione e ci impegneremo perché la riforma approvata sia cancellata col referendum.
Il 2 giugno ricorderemo a tutti il grande lavoro unitario svolto dai padri costituenti che seppero esprimere principi fondanti per noi ancora attuali e adeguati ai bisogni e ai caratteri della nostra società. 


Roma, 23 marzo 2005