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Ordine del Giorno del  Comitato Direttivo CGIL di Padova 

Procreazione Medicalmente Assistita 

Il 12-13 giugno si voterà   per abrogare parti della L.40 sulla  Procreazione medicalmente assistita.

Vogliamo  una legge che regolamenti il diritto di scelta delle persone e non  che ponga solo divieti  negano i diritti e le libertà delle persone.

Una legge votata in Parlamento,  ingiusta e disumana, fatta di divieti e di nuovi inaccettabili ostacoli per chi ha difficoltà a procreare   e per chi   è portatore di gravi malattie genetiche trasmissibili .In Italia il 20% delle coppie ha problemi di sterilità (65.000 nuove coppie all’anno) dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

In Italia  si eseguivano circa 300.000 cicli di fecondazione assistita ogni anno, oggi per effetto di questa legge, chi vuole avere un figlio deve andare all’estero, non lo può più fare in Italia.

Una legge che pretende di decidere a prescindere dalla volontà e dal desiderio della persona, della donna, della   coppia,  e che nega il diritto di diventare madri,  padri e dunque genitori a chi sogna di avere dei figli.

Una legge che non riconosce il principio della responsabilità delle donne e della loro volontà di essere madri.

Una legge che non tutela la salute della madre e del nascituro perché vieta qualsiasi diagnosi pre-impianto  per   ricorrere  poi eventualmente all’aborto terapeutico.

Una legge che impedisce la ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali e quindi la possibilità di curare e combattere malattie genetiche e incurabili come l’Alzheimer, il Parkinson, il diabete, le sclerosi, etc..  .

Una legge che condiziona la laicità dello Stato imponendo a tutti i cittadini scelte morali predefinite.

E’ dunque una legge che va profondamente cambiata cancellando le   parti più crudeli.

I referendum del 12/13 giugno servono per cancellare le parti più negative e odiose della l.40  per  far prevalere i diritti, la libertà di scelta, la responsabilità delle persone dei cittadini e cittadine italiane.

Il Comitato Direttivo della CGIL di Padova,   sollecita la partecipazione al voto come esercizio di un diritto e di un dovere civile, l’invito ancora più forte in questa occasione nella quale si tratta di esprimersi sul merito di una legge che interviene pesantemente nella sfera più intima delle donne e delle coppie e coinvolge profondamente l’idea stessa di libertà e di laicità dello Stato.

Il voto serve per difendere i principi fondamentali e universali di civiltà, serve per riaffermare la laicità dello stato, l’autodeterminazione della donna , il   diritto alla salute, la libertà della ricerca scientifica.

Partecipare al voto è un diritto-dovere dei cittadini, un esercizio importante di democrazia e di cittadinanza, una cosa  ormai è chiara, il non raggiungimento del quorum verrebbe utilizzato come segnale di approvazione popolare della legge nella sua interezza.

Per questo riteniamo che gli appelli per l’astensione dal voto abbiano il solo scopo di impedire l’esercizio della sovranità popolare per timore di perdere una battaglia ideologica che non corrisponde più al sentire comune della società italiana.

Il Comitato Direttivo invita tutte e tutti i dirigenti, i funzionari e attivisti della CGIL a promuovere iniziative per informare le lavoratrici e i lavoratori, le pensionate e i pensionati sui reali contenuti della legge e sui quattro quesiti referendari, come contributo essenziale per fare comprendere come esercitare liberamente il proprio diritto al voto sia la risposta migliore contro l’arroganza di chi vorrebbe negare attraverso l’astensionismo la possibilità di cambiare una legge oscurantista. 

Approvato ad unanimità 

11 maggio 2005