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LEGGI e NORME
SITI della SICUREZZA e della SALUTE



            Pericoli e fattori di Rischio


 
Fumo passivo

Che cos'è il fumo passivo

Il fumo del tabacco si compone di una miscela di più di 4.000 sostanze chimiche. Di queste più di 50 sono riconosciute come cancerogene. Anche il fumo passivo, composto dal fumo della brace della sigaretta e da quello espirato dai fumatori, contiene le stesse sostanze tossiche.

Fumare  negli  spazi  chiusi espone anche i non fumatori ad oltre 4.000 sostanze chimiche tossiche delle quali circa 60 cancerogene.
Non esite un livello di esposizione privo di rischi e il fumo passivo in ambiente lavorativo provoca un rischio aggiuntivo stati sticamente significativo di tumore polmonare e di malattia cardiovascolare.


Cosa dice la normativa italiana
Solo con la Legge 3/2003 art. 51 (tutela della salute dei non fumatori) è stato istituito il divieto di fumo in tutti i luoghi chiusi, ad eccezione di quelli privati non aperti ad utenti o al pubblico e degli ambienti appositamente strutturati riservati ai fumatori. Prima del 2003 la normativa vietava il fumo solo per alcune attività (lavoro in sotterraneo, cassoni ad aria compressa, cave e miniere, esposizione ad agenti biologici, chimici pericolosi e cancerogeni).
Nel D.M. 14 gennaio 2008, fra le malattie professionali per le  quali  è  obbligatoria  la  denuncia,  è  incluso  anche  il tumore del polmone da attività lavorative che espongono a fumo passivo (Lista I: malattie la cui origine è di elevata probabilità - Gruppo 6: Tumori professionali).



Normativa

Legge n. 3 del 16/01/2003
Art. 51. (Tutela della salute dei non fumatori)


Circolare del ministero della salute 17 dicembre 2004
Indicazioni interpretative e attuative dei divieti conseguenti  all’entrata in vigore
dell’articolo 51 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, sulla tutela della salute dei non
fumatori



D.Lgs. 9 aprile 2008 , n. 81 e s.m.i.
Integrato con il D.Lgs. 106/2009.
 
TITOLO IX: Sostanze pericolose.
Capo II: Protezione da agenti cancerogeni e mutageni.
Sezione II
Obblighi del datore di lavoro

Titolo X
ESPOSIZIONE AD AGENTI BIOLOGICI
Capo II
Obblighi del datore di lavoro
....
2. Nelle aree di lavoro in cui c'e' rischio di esposizione e' vietato assumere cibi e bevande, fumare, conservare cibi destinati al consumo umano, usare pipette a bocca e applicare cosmetici.

ALLEGATO IV
REQUISITI DEI LUOGHI DI LAVORO
4.MISURE CONTRO L’INCENDIO E L’ESPLOSIONE
4.1 Nelle aziende o lavorazioni in cui esistono pericoli specifici di incendio:
4.1.1. è vietato fumare;

ALLEGATO XIII
PRESCRIZIONI DI SICUREZZA E DI SALUTE PER LA LOGISTICA DI CANTIERE
4.Locali di riposo e di refezione
4.4 Nei locali di riposo e refezione così come nei locali chiusi di lavoro è vietato fumare.


Decreto Ministeriale 14 gennaio 2008
Elenco delle malattie per le quali e' obbligatoria la denuncia ai sensi e per gli effetti dell'articolo 139 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, e successive modificazioni e integrazioni.
LISTA I- MALATTIE LA CUI ORIGINE LAVORATIVA E’ DI ELEVATA PROBABILITA’
Gruppo 6 – Tumori Professionali.
Lavorazioni/Esposizioni: attività lavorative che espongono a fumo passivo.
Malattia: Tumore del polmone.

Decreto Ministeriale 27 Aprile 2004
Elenco delle malattie per le quali e' obbligatoria la denuncia, ai sensi e per gli effetti dell'art. 139 del testo unico, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, e successive modificazioni e integrazioni.
LISTA III- MALATTIE LA CUI ORIGINE LAVORATIVA E’ POSSIBILE
Gruppo 6 – Tumori Professionali.
Fumo Passivo.

Documentazione

Il fumo in Italia
Indagine effettuata per conto dell’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con
l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e la Lega Italiana per la Lotta  contro i Tumori









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