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Radiazioni ottiche




Le Radiazioni Ottiche Artificiali (ROA). Titolo VIII, Capo V, D.Lgs. n. 81/08



Alle radiazioni ottiche si associa quella porzione dello spettro elettromagnetico che va dall'ultravioletto (UV) all'infrarosso (IR), passando per il visibile (VIS).

 

Le radiazioni ottiche possono essere prodotte sia da fonti naturali che artificiali. La sorgente naturale per eccellenza è il sole che, come è noto, emette in tutto lo spettro elettromagnetico. Le sorgenti artificiali, invece, possono essere di diversi tipi, a seconda del principale spettro di emissione e a seconda del tipo di fascio emesso (coerente o incoerente). Per quanto riguarda lo spettro di emissione, oltre all'ampia gamma di lampade per l'illuminazione che emettono principalmente nel visibile, esistono lampade ad UVC per la sterilizzazione, ad UVB-UVA per l'abbronzatura o la fototerapia, ad UVA per la polimerizzazione o ad IRA-IRB per il riscaldamento. Tutte le precedenti lampade emettono luce di tipo incoerente, mentre, nel caso dei laser, si è in presenza di sorgenti monocromatiche (una sola lunghezza d'onda), con fascio di elevata densità di energia, altamente direzionali e, appunto, coerenti (la fase di ciascun fotone viene mantenuta nel tempo e nello spazio). La possibilità di focalizzare un fascio di questo tipo anche a grandi distanze impone un certa cautela nell'utilizzo dei laser e, in molti casi, l'obbligo di adeguate misure di protezione per coloro che ne possono venire a contatto. Da qui la necessità di suddividere i laser in 4 classi, che vanno dalla classe 1, in cui non è pericolosa l’osservazione prolungata e diretta del fascio, alla classe 4, in cui è pericolosa anche l’osservazione della luce diffusa da uno schermo.

 

EFFETTI SULLA SALUTE

I principali rischi per l'uomo derivanti da un'eccessiva esposizione a radiazioni ottiche riguardano essenzialmente due organi bersaglio, l'occhio in tutte le sue parti (cornea, cristallino e retina) e la cute. Come per le radiazioni ionizzanti, i danni procurati a tali organi possono avere un ben preciso rapporto di causa-effetto, cioè è possibile stimare una dose soglia affinché il danno si manifesti (effetto deterministico), oppure può non esserci una correlazione tra causa ed effetto ed allora si parla di effetto stocastico. Non tutte le lunghezze d'onda appartenenti alle radiazioni ottiche, inoltre, hanno gli stessi effetti su occhio e cute, come mostrato nella tabella sottostante.

RADIAZIONE OTTICA

OCCHIO

CUTE

 ULTRAVIOLETTO

fotocheratocongiuntivite (UVB-UVC), cataratta fotochimica (UVB)
eritema (UVB-UVC), sensibilizzazione (UVA-UVB), fotoinvecchiamento (UVC-UVB-UVA), cancerogenesi (UVB-UVA)

 VISIBILE

 fotoretinite (in particolare da luce blu)
 fotodermatosi

 INFRAROSSO

ustioni corneali (IRC-IRB), cataratta termica (IRB-IRA), danno termico retinico (IRA)

vasodilatazione, eritema, ustioni

Nel caso in cui la sorgente luminosa sia rappresentata da un laser, gli effetti sopra riportati risultano, nella maggior parte dei casi, amplificati e spesso irreversibili. Questo è dovuto alle caratteristiche che un fascio laser possiede. Anche per questo si parla spesso di rischi indiretti da laser, come incendi ed esplosioni. Un discorso a parte meritano le sorgenti (laser o non) di luce blu (380-550 nm) e quelle di IRA. Entrambe queste lunghezze d'onda vengono focalizzate dall'occhio e pertanto contribuiscono alla dose assorbita dalla retina. La luce blu viene spesso sottovalutata in quanto appartenente allo spettro di luce visibile e quindi erroneamente considerata "sicura". Le sorgenti di IRA, invece, pur giungendo fino alla retina, risultano "invisibili" e quindi, in presenza di una loro forte intensità, non vengono minimamente ostacolate da quei meccanismi istintivi come il riflesso palpebrale o quello di allontanamento.

 

INCIDENZA

E' molto difficile avere stime attendibili sull'incidenza di infortuni professionali dovuti all'esposizione a radiazioni ottiche. Questo lo si può capire se si pensa principalmente a due ragioni. La prima è che, a parte alcune eccezioni (eritema o ustioni), gli effetti non sono immediatamente riscontrabili. La seconda è che ogni giorno ciascuno di noi è esposto alla luce, sia artificiale che solare, in dosi difficilmente quantificabili e secondo modalità (luce diretta o diffusa) estremamente disomogenee. Ad ogni modo patologie come i tumori della pelle, tra cui il melanoma, sono ormai da tutti riconosciute fortemente dipendenti dall'esposizione a radiazione ottica ultravioletta. Nel caso dei laser, invece, le lesioni si manifestano molto più velocemente ed è per questo che, nel loro maneggiamento, il personale è tradizionalmente più cauto (e di solito anche più formato) e gli incidenti meno probabili.

 

I PRINCIPI DELLA PREVENZIONE

  • Valutare le radiazioni ottiche secondo le metodologie proposte dall'IEC per quanto riguarda i laser e le raccomandazioni del CIE e del CEN per quanto riguarda le sorgenti incoerenti.

  • Considerare eventuali lavoratori particolarmente sensibili (ad esempio senza cristallino) o sensibilizzati (che usano sostanze chimiche fotosensibilizzanti).

  • Risanare, se necessario, l'ambiente di lavoro per minimizzare i livelli di esposizione.

  • Proteggere il lavoratore mediante dispositivi di protezioni individuali (occhiali e indumenti idonei).

 

NORMATIVA VIGENTE

Fermo restando quanto affermato dall'art. 18, e ribadito relativamente agli agenti fisici dall'art. 181, circa gli adempimenti del datore di lavoro in merito alla valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza, inclusi quelli derivanti dalle radiazioni ottiche artificiali, il Capo V del D.Lgs 81/08 stabilisce le prescrizioni minime di protezione per i lavoratori contro i rischi per la salute e per la sicurezza derivanti dall'esposizione alle radiazioni ottiche artificiali durante il lavoro. Questo significa che non si fa nessun riferimento a tutte quelle categorie di lavoratori esposti, per adempiere ad una determinata mansione, a radiazioni solari. E' buona prassi, qualora fosse necessario, valutare anche questo tipo di esposizione, così come qualsiasi altro rischio per la salute e la sicurezza del lavoratore (art. 28 comma 1 del D.Lgs 81/08). I limiti di esposizione a radiazioni ottiche (coerenti ed incoerenti) sono riportati nell'allegato XXXVII del Testo Unico in materia di sicurezza (D.Lgs. 81/08).

(fonte: ISPESL- INAIL)



 Sorgenti di radiazioni ottiche artificiali nelle attività lavorative

Nelle seguenti tabelle si riportano due elenchi NON esaustivi dei principali campi di applicazione.

 SORGENTI INCOERENTISORGENTI LASER
IR
  • Riscaldatori radianti
  • Forni di fusione metalli e vetro
  • Cementerie
  • Lampade per riscaldamento a incandescenza
  • Dispositivi militari per la visione notturna
  • Applicazioni mediche e mediche per uso estetico
  • Applicazioni per solo uso estetico (depilazione)
  • Telecomunicazioni, informatica
  • Lavorazioni di materiali (taglio, saldatura, marcatura e incisione)
  • Metrologia e misure
  • Applicazioni nei laboratori di ricerca
  • Beni di consumo (lettori CD e “bar code”) e intrattenimento (laser per discoteche e concerti)
VISIBILE
  • Sorgenti di illuminazione artificiale (lampade ad alogenuri metallici, al mercurio)
  • Lampade per uso medico (fototerapia neonatale e dermatologica) / estetico
  • Luce pulsata - IPL (Intense Pulsed Light) 
  • Saldatura
 
UV
  • Sterilizzazione
  • Essiccazione inchiostri, vernici
  • Fotoincisione
  • Controlli difetti di fabbricazione
  • Lampade per uso medico (es.: fototerapia dermatologica) e/o estetico (abbronzatura) e/o di laboratorio
  • Luce pulsata - IPL
  • Saldatura ad arco / al laser
 
 




Normativa

D. Lgs. n. 81/2008

DIRETTIVA 2006/.../CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute
relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti
dagli agenti fisici (radiazioni ottiche artificiali)




Documentazione


ISPESL - Radiazioni ottiche artificiali

Radiazioni ottiche artificiali

Dipartimento di Sanità Pubblica - Emilia Romagna - ROA

Esposizione Radiazioni ottiche artificiali

Valutazione radiazioni ottiche artificiali

Elementi di tecnologia e i principali rischi per la salute per i lavoratori nelle
attività di Saldatura e Verniciatura


 Fonti di rischio - SIMLII Sezione Apulo Lucana  (presentazione power point)


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