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UNIVERSITA' degli STUDI di PADOVA
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LEGGI e NORME
SITI della SICUREZZA e della SALUTE



            Pericoli e fattori di Rischio


Condizionamento


Questo capitolo è dedicato a chi trascorre la maggior parte delle ore lavorative in un unico ambiente. Sono illustrati
infatti i principali rischi connessi ad un microclima (1)  inadeguato, con impianto di condizionamento per il ricambio
dell’aria. 
Lo scopo di queste informazioni non è ovviamente quello di suscitare allarmismi, ma soltanto portare l’attenzione su
aspetti magari marginali rispetto agli altri pericoli che si possono incontrare, ma che comunque, nell’ottica di un
continuo miglioramento delle condizioni di lavoro non possono essere trascurati.
      
Premessa
Negli ultimi anni si fa sempre più attenzione alla qualità dell’aria negli ambienti non industriali, dal momento che
ciascun individuo trascorre la maggior parte del suo tempo all’interno di edifici pubblici quali uffici, scuole, etc.
 
Le “malattie correlate con gli edifici”, in particolare con edifici moderni, di grandi dimensioni, dotati di ventilazione
artificiale e di condizionamento dell’aria, sono dovute all’inquinamento indoor legato alla presenza di inquinanti di
varia natura (fisica, chimica e biologica) all’interno degli edifici stessi e/o all’alterazione dei parametri microclimatici.
La composizione dell’aria all’interno di questi ambienti deve rientrare entro limiti ben precisi (requisiti standard di
qualità) in quanto l’aria ha due funzioni fondamentali: permettere lo scambio di gas necessario per la respirazione, e di
favorire lo scambio termico tra l’uomo e l’ambiente circostante.
 
Temperatura
I disturbi collegati ad una temperatura ambientale eccessiva sono essenzialmente correlati ad un maggiore affaticamento
sia fisico che mentale e ad una eccessiva perdita di liquidi con conseguente comparsa di sintomi aspecifici (cefalea,
scarsa capacità di concentrazione, ecc.).
Le soluzioni da adottare per garantire una temperatura ambientale – che, si ricorda, deve essere di 19° - 23°C in estate e
di 17° - 21°C in inverno – sono:
garantire un buon isolamento termico dell’ambiente,
predisporre un adeguato impianto di riscaldamento/condizionamento dell’ambiente,
 evitare gli eccessi di superfici vetrate che, in estate, aumentano notevolmente il calore da irraggiamento solare, e in
inverno aumentano la dispersione del calore.

Umidità relativa
Un’umidità eccessiva influisce negativamente sulla temperatura effettiva, esasperando i disagi sia del caldo che del
freddo; al contrario in un ambiente eccessivamente secco, si osservano disturbi a carico delle prime vie aeree (secchezza
delle mucose) e, soprattutto, degli occhi: bruciore, prurito, irritazione, senso di corpo estraneo. Occorre pertanto
prevedere un adeguato impianto di climatizzazione ambientale in modo che venga garantito un valore di umidità
relativa compreso tra il 30% e il 70%, con valori ottimali tra il 50% e il 60%.

Ventilazione
Una ventilazione eccessiva influisce negativamente sulle condizioni microclimatiche, aumentando eccessivamente la
dispersione di calore dell’organismo, invece una ventilazione scarsa, oltre a favorire l’inquinamento indoor, riduce la
dispersione di calore dell’organismo. L’impianto di ventilazione ambientale deve essere pertanto strutturato in modo
che vengano garantiti 3-4 ricambi d’aria all’ora con velocità dell’aria inferiore a 0,3 m/s nell’ambiente e 0,1 – 0,2 m/s
sul posto di lavoro.
                                                         
(1)   per  microclima  si  intende  la  combinazione  di  diversi  fattori  come  umidità,  temperatura  dell’aria

Qualità dell’aria
La qualità dell’aria in ambienti chiusi dipende dalla presenza di eventuali sorgenti inquinanti o di odori, dal sistema di
condizionamento, dalla presenza di persone e dalla percezione e suscettibilità delle stesse.
Il controllo della qualità dell’aria comporta l’integrazione di tre principali aspetti:
1.    rimozione o isolamento delle fonti di inquinamento attraverso barriere fisiche,
2.    diluizione degli inquinanti e rimozione dall’edificio mediante un appropriato sistema di ventilazione,
3.    utilizzo di idoneo sistema di filtrazione per la rimozione degli inquinanti dell’aria.

Per garantire un buon livello di qualità dell’aria ambiente è necessario disporre di un efficiente sistema di
condizionamento che include tutte le apparecchiature necessarie a ventilare, riscaldare, raffreddare l’aria di un edificio,
rimuovere l’aria e filtrare e pulire l’aria. È importante assicurare una corretta ed efficiente manutenzione del sistema di
condizionamento controllando la corretta sostituzione dei filtri, la pulizia con apposite sostanze, evitando perdite nel
circuito.
Il comportamento di ciascun occupante un edificio influenza la qualità dell’ambiente a tal proposito è opportuno
ricordare di:

  •  non coprite le griglie di ventilazione;
  •  evitare di fumare;
  •  evitare formazione di acqua stagnante;
  •  rimuovere immediatamente i rifiuti;
  •  conservare gli alimenti in maniera appropriata.
 
 
Pericoli correlati a un microclima inadeguato
Le malattie correlate con la non buona ventilazione degli edifici possono essere suddivise in due gruppi, in base a
considerazioni di ordine epidemiologico, eziopatogenetico (2) , clinico, diagnostico e prognostico.
 
Al primo gruppo appartiene la cosiddetta Sindrome dell’Edificio Malsano o Sick Building Syndrome, caratterizzata da
una sintomatologia di modesta entità, aspecifica e polimorfa (cefalea, sonnolenza, bruciore degli occhi, senso di
irritazione della gola, tosse, irritazione cutanea, etc), strettamente correlata con la permanenza nell’edificio: si manifesta
durante il lavoro in un particolare ambiente, e si risolve o si attenua rapidamente con l’allontanamento dallo stesso.
 
Al secondo gruppo appartengono malattie con un quadro clinico ben definito, che non si risolvono rapidamente
abbandonando il luogo di lavoro, la cui patogenesi (modalità di insorgenza) è di tipo allergico o tossico-infettivo, talora
caratterizzate da notevole gravità. Appartengono a questo gruppo malattie quali l’asma bronchiale, le alveoliti
allergiche estrinseche, la febbre da umidificatori, le infezioni da Legionella Pneumophila (malattia dei Legionari e
febbre di Pontiac) da Rickettsie (febbre Q), da virus e da funghi.
 
I principali inquinanti che si possono rinvenire negli edifici sono di natura chimica (composti organici volatili,
formaldeide, monossido di carbonio, ossidi di azoto, anidride carbonica, ozono, etc.), fisica (fibre di asbesto, fibre di
vetro, polveri, radon, etc.) e biologica (virus, batteri, actinomiceti, spore fungine, acari, alghe, amebe, peli e forfora
umani, frammenti di insetti).
 
I sistemi di condizionamento dell’aria, gli umidificatori e le superfici umide costituiscono un ambiente favorevole per lo
sviluppo e la diffusione di microrganismi: l’umidità e le temperature elevate facilitano la crescita di muffe e funghi. 
Negli ambienti confinati non industriali la carica microbica dell’aria è influenzata da diversi fattori:
 
  •  numero ed attività delle persone e flora microbica delle loro vie respiratorie e della loro cute;
  •  tipo e cubatura dei locali;
  •  tipo di pavimentazione ed eventuale rivestimento;
  •  procedure di pulizia meccanica;
  •  sistemi di ventilazione, riscaldamento e/o condizionamento;
  •  stagione.
                                                    
(2)  Eziopatogenesi: studio delle cause e dei meccanismi di insorgenza di una malattia.


Misure di prevenzione e protezione

In natura esistono difese naturali dall’inquinamento microbiologico: la luce, la temperatura, la ventilazione, il
condizionamento e le misure antipolvere. Le prime misure di prevenzione consistono, quindi, nel valorizzare questi
sistemi di difesa naturali:
 
  • migliorando la ventilazione e il ricambio d’aria;
  • operando una “diluizione” delle persone che occupano una stessa stanza e, quando questo non è attuabile,semplicemente facendo ricorso a climatizzazione forzata.

Da quanto detto precedentemente, l’impianto di condizionamento riveste una particolare importanza quale potenziale
fonte di rischio da ambiente indoor, pertanto una corretta progettazione dello stesso, per migliorare e adeguare agli
ambienti il ricambio d’aria, è alla base di una prevenzione e protezione da tale rischio. Un altro fattore determinate di
protezione è rappresentato da una corretta manutenzione dell’impianto stesso: i filtri devono essere periodicamente
puliti; spesso questo si può fare semplicemente lavandoli con acqua e sapone ed asciugandoli (l’umidità è un fattore di
crescita positivo per i microrganismi); manutenzione e pulizia devono naturalmente essere fatte sempre quando
l’impianto è rimesso in funzione dopo una sosta.










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