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UNIVERSITA' degli STUDI di PADOVA
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LEGGI e NORME
SITI della SICUREZZA e della SALUTE



            Pericoli e fattori di Rischio

 


Videoterminali


D.Lgs n. 81/08

DECRETO MINISTERIALE 2 ottobre 2000 
        Linee guida d'uso dei videoterminali  
        (G.U. 18 ottobre 2000, n. 244).


INAIL - Il lavoro al videoterminale



DESCRIZIONE DELL’ATTIVITA’
 
Trattasi delle attività lavorative comportanti l’uso di attrezzature munite di videoterminali (VDT), ai sensi dell’ art. 172 del D.Lgs. 81/08, 

Come precisato dall’ art. 173 del D.Lgs. 81/08, si intende per :
 
VIDEOTERMINALE: uno schermo alfanumerico o grafico a prescindere dal tipo di
procedimento di visualizzazione utilizzato;

POSTO DI LAVORO: l'insieme che comprende le attrezzature munite di
videoterminale, eventualmente con tastiera ovvero altro sistema di immissione dati, incluso il mouse, il software per l'interfaccia uomo-macchina, gli accessori opzionali, le apparecchiature connesse, comprendenti l'unità a dischi, il telefono, il modem, la stampante, il supporto per i documenti, la sedia, il piano di lavoro, nonché l'ambiente di lavoro immediatamente circostante;

LAVORATORE:  il  lavoratore  che  utilizza  un'attrezzatura  munita  di  videoterminali,  in  modo  sistematico  o
abituale, per venti ore settimanali, dedotte le interruzioni di cui all' art. 175 dello stesso D.Lgs. 81/08.

Il lavoro del videoterminalista può comportare un pericolo per la salute in relazione alla durata dell'esposizione,
alle  caratteristiche  del  lavoro  svolto,  alle  caratteristiche  dell’  hardware  e  del  software,  alle  caratteristiche  del
posto di lavoro e dell'ambiente.
 
Effetti sulla salute legati al lavoro con una unità video sono dimostrabili per quanto concerne i disturbi oculo-
visivi, i disturbi muscolo-scheletrici e, in minore misura, le reazioni da stress.

I disturbi all’apparato visivo sono dovuti essenzialmente ad un’elevata sollecitazione e all’affaticamento degli
occhi. L’apparato oculare è sollecitato per i seguenti motivi:  
  •  sforzo accomodativo e adattativo (distanze e livelli di luminosità sempre differenti);
  •  posizionamento  non  corretto  dello  schermo  rispetto  alle  finestre  e  ad  altre  sorgenti  luminose;  ciò  causa           abbagliamenti, riflessi fastidiosi e un maggiore contrasto chiaro-scuro;
  •  sfarfallio dei caratteri e dello sfondo, soprattutto con gli schermi di vecchia generazione;
  •  cattiva visualizzazione di singoli caratteri, frasi o di intere porzioni di testo;
  •  desktop disordinato e sfruttato in maniera insoddisfacente.  
 
I dolori al collo e alle articolazioni sono imputabili a:
  •  posizione sedentaria protratta o postura scorretta;
  •  spazio insufficiente per la tastiera e il mouse;
  •  mancanza di ausili di lavoro ergonomici (ad es. poggiapiedi, poggiapolsi per tastiera e mouse);
  •  altezza della sedia non perfettamente idonea o del tutto inidonea alle caratteristiche fisiche dell’utente;
  •  schermo collocato in posizione rialzata;
  •  uso  di  occhiali  non  idonei  o  ridotta  capacità  visiva  (l’uso  di  occhiali  progressivi  non  adatti  può,  infatti, costringere il lavoratore ad assumere una posizione incongrua con la testa.
 
 
PRINCIPALI  MISURE DI PREVENZIONE ED ISTRUZIONI
 
Le caratteristiche delle apparecchiature e in particolare dei videoterminali, dei sedili, dei sistemi di illuminazione
sono studiati da tempo e ciò ha permesso di definire standard, norme e indicazioni preventive. In questo senso si è indirizzato anche  il D.Lgs 81/08, nel quale si precisa che ambienti, posti di lavoro e videoterminali siano sottoposti  a  verifiche  e  che  siano  effettuati  controlli  periodici  di  alcune  variabili  come  quelle  posturali,  quelle microclimatiche, illuminotecniche ed ambientali generali.

A  tale  proposito,  l’allegato  XXXIV  dello  stesso  D.Lgs.  81/08,  fornisce  i  requisiti  minimi  delle  attrezzature  di
lavoro, che sono stati rispettati, come precisato nel seguito.

È inoltre stato previsto un adeguato piano di sorveglianza sanitaria con programmazione di un'accurata visita
preventiva  eventualmente  integrata  da  una  valutazione  oftalmologica  estesa  a  tutte  le  funzioni  sollecitate  in questo tipo di attività. Di grande importanza sono le indicazioni correttive degli eventuali difetti visivi formulate dallo specialista in oftalmologia.

I  lavoratori  addetti  ai  videoterminali  saranno  sottoposti  a  sorveglianza  sanitaria  periodica,  per  valutare
l'eventuale  comparsa  di  alterazioni  oculo-visive  o  generali  riferibili  al  lavoro  con  videoterminali. 

Di fondamentale importanza, infine, la prevista informazione e formazione dei lavoratori addetti, come precisato nel  seguito,  nonché  il  previsto  controllo  periodico  degli  operatori,  al  fine  di  individuare  difetti  di  postura  o modalità operative e comportamentali difformi dai contenuti del presente documento.


REQUISITI AMBIENTE DI LAVORO
 
SPAZIO
 
Come indicato al punto 2, lettera a) dell’Allegato XXXIV del D.Lgs. 81/08, il posto di lavoro deve essere ben
dimensionato  e  allestito  in  modo  che  vi  sia  spazio  sufficiente  per  permettere  cambiamenti  di  posizione  e movimenti operativi.
 
ILLUMINAZIONE
 
Occorre rispettare  i  requisiti  di  illuminazione  riportati  al  punto  2,  lettera  b),  dell’  Allegato  XXXIV  del  D.Lgs.
81/08, in quanto:
 
 L'illuminazione  generale  e  specifica  deve  garantire  un  illuminamento  sufficiente  e  un
contrasto appropriato tra lo schermo e l'ambiente circostante, tenuto conto delle caratteristiche del lavoro e delle esigenze visive dell'utilizzatore.
Bisogna evitare i riflessi sullo schermo ed eccessivi contrasti di luminanza e abbagliamenti all’operatore,
disponendo  la  postazione  di  lavoro  in  funzione  dell'ubicazione  delle  fonti  di  luce  naturale  e  artificiale  (in particolare   le  postazioni  dovrebbero essere posizionate  in  modo  da  avere  la  luce  naturale  di  fianco. 
Occorre tenere conto della posizione di finestre, pareti trasparenti o traslucide, pareti e attrezzature di colore
chiaro che possono determinare fenomeni di abbagliamento diretto e/o indiretto e/o riflessi sullo schermo.
Ove necessario, le finestre dovrebbero essere munite di un opportuno dispositivo di copertura regolabile per attenuare la
luce diurna che illumina il posto di lavoro.
Lo sguardo principale dell’operatore deve essere parallelo alla finestra.
La postazione di lavoro deve trovarsi possibilmente in una zona lontana dalle finestre oppure sul lato del
posto di lavoro lontano dalle finestre.

DISTANZA VISIVA

Con  gli  schermi  comunemente  in  uso  è  consigliabile  una  distanza  visiva  compresa  tra  50  e  70  cm.
Per gli schermi molto grandi, è consigliabile una distanza maggiore.
 
 
RUMORE

In particolare,  al  fine  di  non  perturbare  l'attenzione  e  la  comunicazione  verbale, attenersi alle prescrizioni  (punto  2,  lettera  d),  Allegato
XXXIV, D.Lgs. 81/08).

 
PARAMETRI MICROCLIMATICI
 
Condizioni  microclimatiche: non devono essere fonte di diasagio (disconfort) per i lavoratori
(punto 2, lettera e), Allegato XXXIV, D.Lgs. 81/08).
 

 
RADIAZIONI
 
 Tutte le radiazioni, eccezione fatta per la parte visibile dello spettro elettromagnetico, devono essere ridotte
a livelli trascurabili dal punto di vista della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori (punto 2, lettera f), Allegato XXXIV, D.Lgs. 81/08).

 
IRRAGGIAMENTO TERMICO
 
Sia gli schermi che le unità centrali producono calore che poi deve essere smaltito aerando adeguatamente i
locali.  L’elevata  presenza  di  schermi  in  un  locale  impone  quindi  una  maggiore  ventilazione.  Occorre  tenere presente che anche l’unità centrale produce calore.

Poiché il calore  prodotto da uno schermo piatto è circa un terzo di quello emesso da uno schermo tradizionale,
ai fini del miglioramento delle condizioni di lavoro, si prevede la progressiva sostituzione dei monitor tradizionali con schermi piatti.
 
I lavoratori addetti dovranno provvedere a:
 
areare regolarmente i locali di lavoro. In inverno sarà sufficiente tenere le finestre aperte per pochi minuti in
modo da cambiare l’aria in tutto il locale. In estate può bastare un piccolo ventilatore per dare ristoro.

 
UMIDITA’
 
Il calore generato dai VDT può rendere l'aria asciutta, ed alcuni portatori  di lenti a contatto provano disagio per
tale circostanza.  
Si farà in modo, quindi, di ottenere e mantenere un' umidità soddisfacente per garantire il confort generale
dei lavoratori ed il fastidio possibile per i portatori di lenti a contatto.

 
INTERFACCIA ELABORATORE-UOMO
 
All'  atto  dell'  elaborazione,  della  scelta,  dell'acquisto  del  software,  o  allorchè  questo  venga  modificato,  come
anche nel  definire le mansioni che  implicano  l'utilizzazione  di  unità  videoterminali, si  terrà conto dei seguenti fattori (punto 3), Allegato XXXIV, D.Lgs. 81/08):

  •  il  software  dovrà  essere  adeguato  alla  mansione  da  svolgere  e  di  facile  uso  adeguato  al  livello  diconoscenza e di esperienza dell'utilizzatore
  •  nessun dispositivo di controllo quantitativo o qualitativo verrà utilizzato all'insaputa dei lavoratori;
  •  il software dovrà essere strutturato in modo tale da fornire ai lavoratori indicazioni comprensibili sul corretto svolgimento dell’attività; 
  •  i sistemi devono fornire l’informazione di un formato e ad un ritmo adeguato agli operatori;
  •  i  principi  dell’ergonomia  devono  essere  applicati  in  particolare  all’elaborazione  dell’informazione  da  partedell’uomo.
 
ATTREZZATURA DI LAVORO
 
L'utilizzazione in sè del VDT non sarà fonte di rischio per i lavoratori addetti che disporranno, come precisato
nel seguito, di schermi moderni e adatti alle attività lavorative, così come di arredi stabili, facilmente pulibili e soprattutto regolabili, in modo da poter adattare la postazione di lavoro alle proprie caratteristiche fisiche.
 
Agli operatori addetti viene garantito di:
  •  poter lavorare anche in piedi;
  •  poter utilizzare occhiali adeguati, se necessario;
  •  poter fare delle pause e rilassarsi.
Gli  operatori  dovranno  segnalare  eventuali  malfunzionamenti  o  situazioni  difformi  da  quanto  specificato  nel seguito.

SCHERMO
 
Come prescritto dall’Allegato XXXIV del D.Lgs. 81/08, gli schermi del VDT devono possedere le seguenti
caratteristiche minime (punto 1, lettera b, Allegato  XXXIV, D.Lgs. 81/08) :
 
  • La risoluzione dello schermo è tale da garantire una buona definizione, una forma chiara,  una  grandezza  sufficiente  dei  caratteri  e,  inoltre,  uno  spazio  adeguato  tra essi;
  • L'immagine sullo schermo risulta stabile; esente da farfallamento, tremolio o da altre forme di instabilità;
  • La  brillanza  e/o  il  contrasto  di  luminanza  tra  i  caratteri  e  lo  sfondo  dello  schermo risultano   facilmente   regolabili   da   parte   dell'utilizzatore   del   videoterminale   e facilmente adattabili alle condizioni ambientali;
  • Lo  schermo  è  orientabile  ed  inclinabile  liberamente  per  adeguarsi  facilmente  alle esigenze dell'utilizzatore.
  • È possibile utilizzare un sostegno separato per lo schermo o un piano regolabile;
  • Sullo schermo non devono essere presenti riflessi e riverberi che possano causare disturbi all'utilizzatore durante lo svolgimento della propria attività;
  • Lo  schermo  deve  essere  posizionato  di  fronte  all’operatore  in  maniera  che,  anche  agendo  su  eventuali meccanismi di regolazione, lo spigolo superiore dello schermo sia posto un pò più in basso dell’orizzontale che passa per  gli occhi dell’operatore e  ad  una distanza degli  occhi pari  a circa 50-70 cm.
TASTIERA E DISPOSITIVI DI PUNTAMENTO
 
Come  prescritto  dal  D.Lgs.  81/08,  la  tastiera  ed  il  mouse  facenti  parte  del  VDT  devono possedere  le
seguenti caratteristiche minime (punto 1, lettera c, Allegato  XXXIV, D.Lgs. 81/08) :
 
  • La tastiera è separata dallo schermo, è facilmente regolabile ed è dotata di meccanismo di variazione della pendenza onde consentire al lavoratore di assumere    una    posizione    confortevole    e    tale    da    non    provocare l'affaticamento delle braccia e delle mani;
  • Lo  spazio  sul  piano  di  lavoro  è  tale  da  consentire  un  appoggio  degli avambracci davanti alla tastiera nel corso della digitazione, tenendo conto delle caratteristiche antropometriche dell’operatore;
  • La tastiera possiede una superficie opaca onde evitare i riflessi;
  • La disposizione della tastiera e le caratteristiche dei tasti ne agevolano l'uso; i simboli dei tasti presentano sufficiente contrasto e risultano leggibili dalla normale posizione di lavoro;
  • Il mouse in dotazione alla  postazione di lavoro  viene posto sullo stesso piano  della tastiera,  in posizione facilmente raggiungibile e dispone di uno spazio adeguato per il suo uso.
Il lavoratore addetto potrà:
in  caso  di  problemi  o  dolori  ai  polsi,  richiedere  al  datore  di  lavoro  di  prevedere
l’acquisto di tastiere speciali e/o mouse ergonomici.

PIANO DI LAVORO 
 
Come previsto dal D.Lgs. 81/08, il piano di lavoro deve possedere le seguenti caratteristiche minime (punto 1, lettera
d, Allegato  XXXIV, D.Lgs. 81/08) :
 
  • Superficie  a  basso  indice  di  riflessione,  struttura  stabile  e  di  dimensioni  sufficienti  a  permettere  una disposizione  flessibile  dello  schermo,  della  tastiera,  dei  documenti  e  del  materiale  accessorio. L’altezza del piano di lavoro fissa o regolabile deve essere indicativamente compresa fra 70 e 80 cm;
  • Lo spazio a disposizione deve permettere l’alloggiamento e il movimento degli arti inferiori, nonché l’ingresso del sedile e dei braccioli se presenti;
  • La  profondità  del  piano  di  lavoro  deve  essere  tale  da  assicurare  una  adeguata  distanza  visiva  dallo schermo.
Il supporto per i documenti, ove previsto, deve essere stabile e regolabile e deve essere collocato in modo tale da ridurre al minimo i movimenti della testa e degli occhi.

 
SEDILE DI LAVORO
 
Come previsto dal D.Lgs. 81/08, il sedile di lavoro deve possedere le seguenti caratteristiche minime 
(punto 1, lettera e, Allegato  XXXIV, D.Lgs. 81/08) :
 
  • essere stabile e permettere all'utilizzatore libertà nei movimenti, nonché l’assunzione di una posizione comoda. Il sedile deve possedere altezza regolabile in maniera indipendente dallo schienale e dimensioni della seduta adeguate alle caratteristiche antropometriche dell’utilizzatore; 
  • lo  schienale  devess'essere  adeguato  alle  caratteristiche  antropometriche  dell’utilizzatore  ed  è  dotato  di  regolazione dell’altezza  e  dell’inclinazione.  Nell’ambito  di  tali  regolazioni  l’utilizzatore  potrà  fissare  lo  schienale  nella posizione selezionata;
  • lo schienale e la seduta possiedono bordi smussati. I materiali, facilmente pulibili, presentano un livello di permeabilità tale da non compromettere il comfort del lavoratore;
  • il sedile è dotato di un meccanismo girevole per facilitare i cambi di posizione e  può essere spostato agevolmente secondo le necessità dell’utilizzatore;
  • un poggiapiedi sarà messo a disposizione di coloro che lo desiderino per far assumere una postura adeguata agli arti inferiori; il poggiapiedi sarà tale da non spostarsi involontariamente durante il suo uso.
 
 
STRESS PSICOFISICO
 
I lavoratori addetti all’utilizzo di videoterminali a volte accusano disturbi da stress. Ciò deriva,  molto spesso , da
un incremento del ritmo di lavoro o da pressioni esterne per soddisfare determinate scadenze di lavoro, e non dall’utilizzo in sé delle attrezzature munite di videoterminali. 
 
Per  alcuni  lavoratori  addetti  al  VDT  si  riscontra,  al  contrario,  una  riduzione  dello  stress,  in  quanto  il
videoterminale rende il loro lavoro più facile o più interessante.
  
Nel lavoro al videoterminale è possibile riscontrare una certa difficoltà degli operatori a seguire adeguatamente
il continuo aggiornamento dei software. L'attività al videoterminale richiede pertanto che essa sia preceduta da un adeguato periodo di formazione all'uso dei programmi e procedure informatiche. 
Si raccomanda ai lavoratori, al riguardo:  
  •  di seguire le indicazioni e la formazione ricevuti per l'uso dei programmi e delle procedure informatiche;
  •  di utilizzare parte del tempo per acquisire le necessarie competenze ed abilità;
  •  di rispettare la corretta distribuzione delle pause;
  •  di utilizzare software per il quale si e' avuta l'informazione e la formazione necessaria.

AFFATICAMENTO VISIVO

 
Si tratta di un sovraccarico dell’apparato visivo. I sintomi sono bruciore, lacrimazione, secchezza oculare, senso
di corpo estraneo, fastidio  alla luce, dolore oculare e  mal di testa, visione annebbiata o sdoppiata, frequente chiusura delle palpebre e stanchezza alla lettura. Sono disturbi che si manifestano in chi è sottoposto a stress visivo e possono causare vere e proprie malattie.
 
Oltre  al  corretto  posizionamento  della  postazione  ed  ai  requisiti  già  descritti  per  l’attrezzatura  di  lavoro,  per
ridurre al minimo l’affaticamento visivo degli addetti all’utilizzo del VDT, verranno osservate le seguenti misure di prevenzione:
  • non  avvicinarsi  mai  troppo  al  video  per  migliorare  la  visibilità  dei  caratteri  (tenere  presenti  le  corrette distanze  già  indicate);  aumentare  piuttosto  il  corpo  dei  caratteri  od  ingrandire  la  pagina  sullo  schermo;
  • soprattutto  nel  caso  si  adoperino  lenti  multifocali  (progressive),  è  utile  mantenere  i  testi  cartacei  alla medesima  altezza  rispetto  al  monitor,  utilizzando  un  leggìo  portadocumenti  posizionato  il  più  vicino possibile al video e sempre di fronte all’operatore.
Per i portatori di occhiali : gli oggetti riflettenti dell’ambiente, ma soprattutto il monitor, originano riflessi sia sulla superficie esterna sia su quella interna degli occhiali. Questi riflessi si sovrappongono sulla retina alle immagini visive e creano degli aloni fastidiosi. È buona norma utilizzare lenti trattate con filtri antiriflesso.
Anche talune lenti colorate possono essere utili per ridurre la luce dello sfondo e migliorare il contrasto.
Effettuare le previste pause : il D.Lgs. 81/08, all’art. 175, comma 3, prevede 15 minuti di pausa ogni 120
minuti  di  applicazione  continuativa  al  VDT,  durante  la  quale  è  consigliabile  sgranchirsi  le  braccia  e  la schiena, senza impegnare gli occhi. Gli effetti più benefici si hanno quando, durante le pause, si rivolge lo sguardo su oggetti lontani, meglio se fuori dalla finestra.
 
POSTURA NON CORRETTA
 
Per prevenire l’insorgenza di disturbi muscolo-scheletrici i lavoratori dovranno:
  • assumere la postura corretta di fronte al video, con piedi ben poggiati al pavimento e schiena poggiata allo schienale  della  sedia  nel  tratto  lombare,  regolando  allo  scopo  l'altezza  della  sedia  e  l'inclinazione  dello schienale;
  • posizionare  lo  schermo  del  video  di  fronte  in  maniera  che,  anche  agendo  su  eventuali  meccanismi  di regolazione, lo spigolo superiore dello schermo sia posto un po' più in basso dell'orizzontale che passa per gli occhi dell'operatore e ad una distanza dagli occhi pari a circa 50-70 cm;
  • disporre  la tastiera davanti allo schermo, il mouse od eventuali altri  dispositivi di uso frequente, sullo stesso piano della tastiera ed in modo che siano facilmente raggiungibili;
  • eseguire la digitazione e utilizzare il mouse evitando irrigidimenti delle dita e del polso, curando di tenere gli avambracci appoggiati sul piano di lavoro in modo da alleggerire la tensione dei muscoli del collo e delle spalle;
  • evitare, per quanto possibile, posizioni di lavoro fisse per tempi prolungati; nel caso ciò fosse inevitabile si raccomanda la pratica di frequenti esercizi di rilassamento (collo, schiena, arti superiori ed inferiori).
 
 
UTILIZZO DI COMPUTER PORTATILI
 
Nel caso di utilizzo prolungato di computer portatili, come previsto dal punto
1, lettera f) dell’ Allegato XXXIV del D.Lgs. 81/08, verrà fornita al lavoratore una tastiera ed un mouse o altro dispositivo di puntamento esterni nonché di un idoneo supporto che consenta il corretto posizionamento dello schermo, (in alternativa potrà essere impiegato uno schermo separato, collegato al notebook).

LAVORATRICI IN STATO DI GRAVIDANZA
 
Come  contemplato  dal  comma  1  dell’  art.  28  del  D.Lgs.  81/08,  la  valutazione  dei  rischi  riguarda  anche
quelli relativi alle lavoratrici in stato di gravidanza (secondo quanto previsto dal D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151). 
 


 


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